La Natività del Caravaggio e una seicentesca Madonna del Riposo, il Cristo benedicente di Pietro Novelli e il dipinto su vetro della Fuga in Egitto, una marina di Carrà soffusa di luce crepuscolare assieme a preziosi reperti archeologici, a sculture, a oggetti di rara raffinatezza decorativa: queste e molte altre testimonianze artistiche di tutti i tempi formano il "museo invisibile" dell'arte perduta, dell'arte sottratta alla sua naturale destinazione.
Al di là del crudo linguaggio dei numeri e dati statistici relativi ai furti d'arte, colpisce, dolorosamente, la consapevolezza di una ferita inferta al tessuto culturale vivo del nostro Paese da parte di chi svilisce in uno squallido commercio le migliori espressioni della creatività umana.
Dobbiamo essere quindi grati a chi si impegna, con lavoro continuo e paziente, a contrastare questo turpe mercato: il Comando dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio artistico a messo a segno importanti successi, recuperando dopo lunghe indagini opere d'arte scomparse.
Ed è giusto affiancare a questo impegno anche quello di chi - enti pubblici e privati, musei e istituzioni - ha a cuore le sorti del nostro patrimonio artistico.
L'arma - o meglio, antidoto - da usare contro i "ladri di cultura" è proprio la diffusione della conoscenza, la divulgazione capillare di immagini e informazioni sulle opere d'arte trafugate.
In questo senso, già da alcuni anni, si sta movendo l'associazione Extroart con numerose iniziative finalizzate all'informazione e alla comunicazione.
Sostenere tali iniziative significa sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere un maggiore coinvolgimento della società nella tutela dei beni culturali; significa tracciare, in un ideale mappa del rischio, snodi cruciali e cartelli segnaletici che aiutino a trovare la via.
Perché l'arte perduta diventi, finalmente, arte ritrovata.