Sono grato al Presidente Ludovico Gippetto e alla Società Extroart di aver dedicato alla tematica della salvaguardia e del rispetto per i beni archeologici il IX Convegno Internazionale Archeologia in ostaggio.
E' infatti fondamentale per il nostro Paese sentirci tutti difensori del Patrimonio Culturale che è alla base della civiltà nel mondo occidentale.
Nell'ottica di recuperare quanto più possibile dei beni illecitamente sottratti al nostro patrimonio culturale, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha messo a punto una serie di trattative con alcuni tra i più importanti musei stranieri.
E' stato istituito presso il Ministero un Comitato per le problematiche afferenti l'esercizio dell'azione di restituzione in base alla legislazione italiana per i Beni Culturali e tenuto conto sia della Convenzione UNESCO, concernente le misure da prendere per vietare e impedire ogni illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà riguardanti i beni culturali, stabilita a Parigi, il 14 novembre 1970, sia della Convenzione UNIDROIT sul ritorno dei beni culturali rubati o illecitamente esportati, stabilita a Roma, il 24 giugno1995.
Il Comitato nasce dalla necessità di disporre di un organismo di coordinamento delle diverse competenze al fine di assicurare l'uniformità dei comportamenti dell'Amministrazione nel settore delle restituzioni attraverso l'esame delle singole problematiche, l'interpretazione delle disposizioni nazionali, internazionali e comunitarie e per elaborare linee guida ed indirizzi di applicazione in modo da poter fornire l'assistenza necessaria nei contatti con i paesi stranieri finalizzata ad ottenere in via stragiudiziale le restituzioni attraverso precisi accordi di esecuzione.
In tal mondo si è giunti, attraverso la stretta collaborazione tra il Ministero e la Procura della Repubblica di Roma e con il fondamentale apporto del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, alla creazione di una ricca banca dati che ha reso possibile l'acquisizione delle prove di scavi clandestini e delle successive illecite commercializzazioni internazionali di reperti spesso di inestimabile valore.
Parallelamente, il Ministero ha proseguito nell'attività di recupero in via extragiudiziaria di quanto sino ad ora individuato nei musei e nelle collezioni private straniere, attraverso il confronto diretto tra la documentazione acquisita e i beni presenti in territorio estero, secondo un cauto e responsabile utilizzo delle prove istruttorie.
Il primo museo che con sensibilità e correttezza ha consentito di trasferire in Italia le opere individuate nel corso di un'accurata ricerca scientifica è stato il Museum of Fine Arts of Boston.
Si è così raggiunto un importante Accordo di collaborazione culturale con l'istituzione americana, che comprende, oltre al trasferimento all'Italia del titolo di proprietà di alcuni pregiati reperti archeologici pertinenti a diverse regioni italiane, anche il prestito da parte italiana di opere significative in relazione ai programmi espositivi della sede museale americana.
Nell'Accordo, inoltre, è stata prevista per la prima volta una importantissima intesa procedurale in base alla quale il Museum of Fine Arts e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali hanno instaurato uno scambio preventivo e costante di informazioni riguardo le future acquisizioni del Museo provenienti dall'Italia.
Grazie a questo eccezionale risultato, che segna una pagina storica nella cooperazione internazionale contro il traffico illecito di opere d'arte, è tornata in Italia da Boston anche la splendida statua velata di Vibia Sabina alla quale è stato di recente assegnato un posto d'onore nel complesso di Villa Adriana, da cui, probabilmente, venne sottratta.
Altri negoziati sono in corso e mi inducono all'ottimismo.
Auguro a Voi tutti di rafforzare la sensibilità su queste tematiche al fine di salvaguardare la nostra cultura.
On. Francesco Rutelli
Vice Presidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali
(2007)