Istituto Italiano di Cultura - Dublino
Prof. Bruno Busetti (Direttore)
Il tutto ebbe inizio questa primavera quando il Dr. Gippetto visitò l' Irlanda per studi e ricerche. Da coscienzioso studioso non mancò di far visita all'Istituto Italiano di Cultura che aveva sentito menzionare da molti come uno tra gli enti culturali più attivi in città.
Gliene detti le spiegazioni: l'Irlanda, anche se ormai alla fine della Celtic Tiger, non lesinava fondi nell'intento di attrarre cultura europea ed internazionale a Dublino ed il nostro Istituto si stava rivelando un ottimo partner in quanto - grazie ai corsi di lingua italiana - riusciva a realizzare delle entrate significative che si traducevano in collaborazioni culturali di altissimo livello. Tutto ciò non andava disgiunto dal fatto che gli irlandesi erano e sono pienamente consapevoli che, in fatto di cultura cultura, l'Italia è un tasto che emette note speciali se non uniche: un interlocutore imprescindibile.
Dopo la presentazione personale, il Presidente Gippetto, mi sottopose l'avventura di WANTED... che non conoscevo. Mi vide totalmente catturato dalla missione della sua organizzazione e simultaneamente ci aprimmo con entusiasmo ad una collaborazione che si concretizzerà nei prossimi giorni in occasione dell'VIII^ settimana della Lingua italiana nel mondo.
Non sta a me teorizzare sull'importanza della salvaguardia della nostra memoria storica e del nostro patrimonio artistico, credo che questi temi "vadano" da sè e dire ciò in Irlanda è come guardarsi allo specchio tanto forti sono questi sentimenti anche nell'isola verde.
Ma attenzione, visitare il sito di WANTED…presi per il verso giusto, significa procurarsi delle ferite che uno non si attende di ricevere da un sito culturale. Sotto le immagini e le foto commentate vi sono frasi ricorrenti quali "esportata illegalmente...", "trafugata a Monreale..." che valgono una pugnalata, anche se virtuale.
Da questo dolore virtuale credo derivi la presa di coscienza che il patrimonio culturale di ogni Paese deve far parte, deve concorre a formare quello più ampio "dell'umanita'", ma è pur vero che l'identità d'origine, la proprietà, l'imprinting culturale dei pezzi unici è indelebile e va rispettato come tale.
Partendo in questa occasione dalla Sicilia (sì, siamo siciliani e al contempo italiani, siamo italiani e al contempo europei e via dicendo, questo è indubbiamente un atteggiamento intelligente e progressista) va però detto a tutto fiato che l'Afrodite di Morgantina è di Morgantina e non di Malibù.
Invito tutti a diventare sostenitori e collaboratori di WANTED - non importa a quale latitudine ed in quale posto del globo ci si trovi - e di discutere insieme.
Qui in Irlanda abbiamo già iniziato.